Succulente: le Compositae

Il carattere comune, che unisce gli appartenenti alla famiglia delle Compositae, siano essi succulenti o non, è la tipica infiorescenza a capolino.

Nel vasto e multiforme gruppo delle piante succulente si trovano famiglie e generi che godono di grande popolarità, non solo tra gli appassionati ma anche tra la gente comune, e altri che invece sono trattate come Cenerentola.

Senecio aizoides

Se in certi casi la disaffezione è causata da ragioni obiettive – dimensioni eccessive raggiungibili dalle piante, grandi difficoltà di coltivazione, ecc. in altri le ragioni della stessa sono molto meno razionalizzabili e forse riconducibili ad una questione di "moda". Un gruppo di piante succulente che rientra nella categoria delle "Cenerentola" pur essendo, nella quasi totalità, di facile coltura e pur avendo ben poco da invidiare, in quanto a varietà, bellezza e stranezza di forme, ad altri gruppi di succulente assai popolari, è quello delle Compositae (o Asteraceae) succulente, che mi accingo a presentare.

Infiorescenza a capolino
Il carattere comune, il filo rosso, che unisce fra di loro gli appartenenti, succulenti o non, a questa famiglia (che comprende piante comunemente coltivate nei nostri giardini e orti, quali crisantemi, astri, dalie, zinnie, camomilla, cicorie, lattughe, ecc.) è l'infiorescenza "a capolino".
Un fiore "normale" presenta al suo centro il pistillo, circondato da una corona di stami, da una corona di petali solitamente colorati e da un calice, quasi sempre verde, a mò di protezione esterna. Questa disposizione standard, come anche il colore, l'odore ed il numero di parti del perianzio sono tali da essere riconosciuti da certi animali (soprattutto insetti) che, in cambio di un po' di dolce nettare e di un po' di nutriente polline, provvedono ad effettuare l'impollinazione incrociata.
I "fiori" delle Compositae vengono anch'essi riconosciuti e visitati, ma la loro struttura è completamente diversa. Se lo si esamina da presso, il fiore di una composia (la cosiddetta calatide) è, come dice il nome della famiglia, composto da un mazzetto, più o meno fitto, di piccoli fiori tubulari (flosculi) situati tutti insieme su di un ricettacolo piatto (o a cupola), ciascuno dotato del proprio pistillo e della propria coroncina di stami circondati da verdi brattee involucrali. Un vero e proprio calice tuttavia manca: al suo posto troviamo un anello di peli bianchi (il pappo) che, sormontando il frutto, ne facilita la dispersione ad opera del vento (anemocoria).
Talora la somiglianza dei capolini con un fiore "normale" diventa ancora maggiore; ciò accade quando i floscuil del giro più esterno (questi sono sterili o unisessuati) sviluppano ciascuno un'appendice linguiforme (la ligula) diretta verso l'esterno come un raggio di ruota. L'insieme di queste ligule simula in effetti un giro di petali.

Meccanismo di fecondazione
E' interessante il meccanismo con cui le Compositae evitano l'autofecondazione. I cinque stami che circondano lo stilo a mò di manicotto sono saldati fra di loro per le antere. All'inizio lo stilo è breve e i lobi dello stigma sono fra di loro appressati e non ricettivi; poi, quando il flosculo sboccia, allungandosi, esso spinge prima all'esterno le antere con il loro polline dorato e solo quando quasi tutto il polline è stato asportato dagli impollinatori fa fuoriuscire lo stigma che, divaricando i suoi due lobi, diventa pronto ad accogliere il polline di un'altra infiorescenza.

Inflorescenza di Senecio ficoides

Ramo fiorito di Senecio radicans

I vantaggi, ai fini del successo riproduttivo e quindi della moltiplicazione, di una struttura infiorescenziale quale quella delle Compositae è evidente. Intanto, i flosculi sbocciano scalarmente a partire dal centro del capolino e ciò garantisce che almeno qualcuno di essi sia fecondato; inoltre, il gran numero di ovari distinti garantisce comunque la produzione di un certo numero di semi anche se parte del capolino dovesse essere divorata; infine, i frutti (acheni) contenenti un solo seme (monospermi) e provvisti di pappo si distribuiscono abbastanza uniformemente nell'ambiente ad una certa distanza dalla pianta madre riducendo al minimo fenomeni di competizione fra individui della stessa specie.
Un fenomeno che i fisiologi vegetali non sono riusciti ancora a spiegare è costituito dal fatto che, al di fuori degli habitat delle composite succulente, non si riesce – nemmeno con le tecniche più raffinate di impollinazione artificiale – a ottenere seme vitale. Ne consegue che, a meno di non disporre di semente di importazione, nei nostri climi possono essere moltiplicate solo quelle piante suscettibili di moltiplicazione agamica.
La famiglia delle Compositae è una delle più ricche di generi (se ne contano circa novecento) e di specie (circa 13.000) delle Angiosperme Dicotiledoni ed è sicuramente anche una delle più diffuse. Le maggiori differenze morfologiche fra i diversi taxa si riscontrano negli organi vegetativi, quelli riproduttivi essendo fra di loro molto simili. Troviamo così erbe annuali, erbe perenni, suffrutici, frutici e alberi. Questa varietà di forme è presente anche fra le composite succulente, nelle quali, inoltre, la succulenza può interessare sia tutto il fusto, sia parte di esso (composite caudiciformi) e sia le foglie.
L'areale principale di diffusione delle composite succulente è costituito dalle regioni aride dell'Africa australe, da dove si sono disperse nei semideserti dell'Arabia, del Madagascar, della regione indiana, delle Isole Canarie, ecc., con i generi Gynura, Hertia, Othonna e Senecio.
Composite succulente si trovano anche nel Nuovo Mondo dove sono presenti i generi – di non grande interesse per l'appassionato – Baeriopsis, Coreopsis, Coulteria ed Espeletia.

I generi più diffusi
Gynura,
originario dell'Africa Orientale, comprende specie caudiciformi che, da un fusto ingrossato, producono, nella stagione delle piogge, vegetazione, talora rampicante (G. scandens), succulenta con foglie profondamente incise (laciniate) e fiori in varie tonalità di arancione.
Hertia, presente nell'Africa settentrionale e in quella sudoccidentale, comprende suffrutici con rami legnosi e foglie succulente, denticolate e fiori gialli.

Senecio stapeliiformis in fiore

Particolare del capolino dello stesso

La fioritura di Senecio medley-wodii

Othonna, dell'Africa australe dove èpresente con una quarantina di specie e Senecio, presente con oltre cento specie succulente (altre 1.200 circa non lo sono) in tutte le regioni aride del Vecchio Mondo, sono i generi di maggior interesse per l'amatore a causa della loro straordinaria varietà e stranezza di forme e meritano un esame più approfondito.
Le composite succulente del Nuovo Mondo sono esclusivamente centroamericane (si trovano dal Venezuela e dalla Colombia fino al sud degli Stati Uniti, isole comprese). Di esse l'unica specie che capita ogni tanto di trovare anche fuori dalle raccolte specializzate è Coreopsis gigante, dal fusto carnoso che può raggiungere l'altezza di 2 m. Le foglie, composte e profondamente incise, ricordano quelle della Cosmia e sono poste in ciuffi all'estremità dei rami; le infiorescenze sono riunite ad ombrella.