Superfici permeabili

 Le strade non uniscono, ma separano: sembra un paradosso, ma dal punto di vista dell'ambiente naturale è proprio così. Sotto ad una strada asfaltata non penetra aria, né luce, né può percolare acqua. Senza contare la compattazione del terreno stesso, che e di due tipi: «di fondo» e «continuativa». Infatti, dapprima il terreno viene compattato in fase di costruzione della strada, affinché non si abbiano pericolosi cedimenti; poi il grado di compattazione rimane tale (se non addirittura aumenta) per il continuo passaggio di automezzi più o meno pesanti.

Acciottolato a Villa Hanbury (Ventimiglia)

Ed è proprio sotto le strade che corrono le tubazioni di servizio delle nostre città: acquedotti, elettrodotti, fognature bianche e nere, gas, ecc. E' quindi evidente che l'ambiente «strada» non consente la vita, in senso biologico.

Piazzola in ghiaia a Villa Pallavicini (Genova).

Grigliato in ghisa (Buderus) che consente il ricambio di aria nella zona delle radici perché posato su sabbia o su argilla espansa tipo Leca.

Visto dall'alto il nostro mondo è quindi come un reticolo di strade che separano tante particelle di vita: quadrati, triangoli, trapezi, dove vivono una microflora e una microfauna terricole, flora spontanea e coltivata, e fauna di varie dimensioni, fino all'uomo.
Come ricollegare tra loro queste particelle di Terra, come fare per vivificare questi «argini sotterranei», strati di terreno secchi, bui, morti? Parlando di statistiche, ormai quasi il 15% della superficie italiana è destinata alle strade, cioè e asfaltata, cementata, pavimentata o, come si usa dire, sigillata. E poiché non si sente mai parlare di strade smantellate, e logico pensare che questo dato non calerà mai, anzi, è in costante aumento. Ciò significa che, soprattutto nelle città, le precipitazioni vengono incanalate quasi al 100% nelle ormai già sature fognature urbane, con la complicità di cordoli e canalette. In questo modo viene impedito il ripristino naturale dei livelli di falda, cosa che, di riflesso, rovina ulteriormente il clima delle zone abitate.
Ma bisogna stare con i piedi per terra: visto che non si può tornare alle strade in terra battuta in ambiente urbano, né si possono sostenere costi altissimi per lastricare in pietra naturale viali o piazze cittadine, né si può prescindere dal consolidamento delle superfici carrabili o anche solo calpestabili e, ancora, non si possono far passare acquedotti, elettrodotti etc. nelle cantine dei condomini, occorre trovare soluzioni ragionevoli. Esistono diverse alternative al sigillamento che consentono di costruire strade solide, portanti, pulite e sicure. E che sono anche più comodamente e impercettibilmente ripristinabili in seguito agli inevitabili scavi che di tanto in tanto bloccano il traffico nelle nostre città.

Grigliato plastico resistente all'usura e agli agenti atmosferici (sbalzi termici).

Elemento in cemento forato e ad incastro per pavimentare solo le «tracce» dei pneumatici, per una larghezza di 80 cm ciascuna.

Cemento poroso
Per chiarire il problema, si può fare anche la distinzione tra piogge normali, anche se di lunga durata, e acquazzoni.
Durante l'anno la maggior parte delle precipitazioni (90%) è del primo tipo: si tratta di piogge che portano non più di 80 I/s/ha, e il diametro delle gocce va da 1 mm a 3 mm (il diametro minimo delle gocce di pioggia è di 1/50 di mm). Questo quantitativo di acqua percola rapidamente anche attraverso le fughe di una normale pavimentazione in masselli di cemento o in cubetti di porfido posati su sabbia. Non è così, ovviamente, per i temporali e gli acquazzoni, in questi casi, alle nostre latitudini, arrivano sul terreno circa 200 I/s/ha, e il diametro delle gocce arriva alla dimensione massima di 7 mm. Se si vuole evitare il ristagno o il ruscellamento di acque in superficie, appunto per non sovraccaricare i canali di smaltimento delle acque urbane, si rende necessaria una pavimentazione ancora più permeabile, come ad esempio il Geoton (della ditta Klostermann) o l'Aquatop (della ditta Metten), masselli da pavimentazione in cemento poroso la cui permeabilità all'acqua piovana va dai 500 ai 2000 I/s/ha.
Bisogna comunque considerare che queste prestazioni si possono raggiungere solo se le superfici pavimentate rimangono permeatili, cioè non vengono sporcate. Più precisamente, si può parlare di leggera o nulla influenza sulla permeabilità nel caso in cui per sporco si intendano resti di benzina o di oli minerali. Questi vengono infatti facilmente dilavati. I pori si possono invece rapidamente otturare con elementi più grossolani come residui di copertoni (frenate!), polvere e terra. Si arriva così in pochi anni all'occlusione di più della metà dei pori (fino al 70%!) di una betonella porosa. Per questo motivo sono stati progettati masselli in cemento poroso con analicoli e incavi verticali e orizzontali come Geoton «HD» – sempre della Ditta Klostermann -; la Metten, invece, ha migliorato il suo prodotto praticando sei aperture per la conduzione dell'acqua che confluiscono in due incavi nella parte inferiore del massello. Si chiama Aquatop 2, e gli incavi servono anche per evitare la totale compattazione del terreno sotto il massello, e garantire il mantenimento di una elevata capacità di assorbimento del terreno.

Figura 1

1) Con pavimentazione impermeabile:
le precipitazioni vengono convogliate nella rete fognaria, che quindi viene sovraccaricata, mentre le falde acquifere non sono rifornite e il loro livello si abbassa.
2) Con pavimentazione permeabile:
le precipitazioni possono filtrare attraverso il manto stradale e il terreno sottostante, rifornendo le falde acquifere e non sovraccaricando la fognatura.

Il drenaggio del terreno
La capacità di assorbimento del terreno, cioè la sua permeabilità, è, naturalmente, strettamente collegata con la struttura e la composizione granulometrica del terreno stesso.
Il letto di materiale su cui poggia la pavimentazione (normalmente: da 3 a 5 cm di sabbia o ghiaino di diametro 2/5) e gli strati del terreno sottostanti devono avere caratteristiche e permeabilità analoghe, per evitare risalite capillari, ristagni, ecc. e fare in modo che le precipitazioni penetrino nel terreno in profondità. Quindi è opportuno che il letto portante i masselli o la pavimentazione sia steso su uno strato di 10 o 15 cm di ghiaia o pietrisco lavato e non rotto. Chiaramente un terreno di tipo argilloso o torboso è un problema da prendere in considerazione e risolvere prima di posare la pavimentazione: è consigliabile prevedere un sistema drenante con canalette riempite di ghiaia (diametro 1/3 o 1/5) e/o tubi di drenaggio per lo smaltimento delle acque dagli strati sottostanti il piano calpestabile o carrabile.

Figura 2 – Pavimentazione a betonelle permeabili tipo Geoton HD, prodotte da varie ditte germaniche. Questo tipo di pavimentazione, oltre a impiegare materiale poroso, definisce un sistema di piccoli canali che consentono una efficace trasmissione delle acque meteoriche al terreno sottostante.

Pavimentazioni «ecologiche»
Le pavimentazioni cosiddette «ecologiche», simili alle asfaltature per quel che riguarda la posa in opera, ma a base di terra e cementi speciali tipo Glorit/A, hanno una permeabilità notevole all'aria, anche se inferiore a quella dei masselli in cemento poroso. L'aspetto innovativo riguarda le possibilità di intervento su terreni di natura instabile quali torbe, argille, limi o terreni organici. Il procedimento di stabilizzazione dei terreni in sito è molto semplice e consente economie di costi fino al 50% rispetto ad alcuni sistemi tradizionali; infatti permette la riduzione dell'impiego di ghiaie e sabbie d'alveo o extra – alveo la cui escavazione tradizionale sta esaurendosi in alcune regioni italiane, creando danni irreversibili all'ambiente naturale. Si tratta di utilizzare lo stesso terreno presente sul luogo, naturalmente migliorato e stabilizzato con questo cemento speciale, quale fondazione delle costruzioni e quale pavimentazione finale vera e propria. L'utilizzo di Glorit consente infatti di ottenere un manufatto che esteriormente assume l'aspetto della terra battuta (quindi è facilmente inseribile anche in paesaggi naturali), ma che presenta ottime caratteristiche di stabilità interna, portanza e resistenza agli agenti atmosferici (soprattutto al gelo). Con questa tecnologia è possibile realizzare piste ciclabili, strade forestali, percorsi in parchi e giardini, parcheggi.
Altro ancora sono le soluzioni con grigliati in cemento, lastre, cubetti, masselli, binderi et similia in pietra naturale, o betonelle più o meno predisposte per essere fugate con prato, prefabbricati in cemento forati in lungo o in largo per il consolidamento di rampe e accessi scoscesi, carrabili o pedonali.

Figura 3 – Alcuni tipi di pavimentazione permeabili all'acqua

1) grigliato plastico (Paving-Green System – De Eccher di Bonazza)
2) acciottolato (tecnica tradizionale)
3) grigliato in calcestruzzo (Grigliato Garden – Leca Mat)
4) pavimentazione con elementi distanziatori (Uni-Ockostein – Kann GmbH)
5) elementi per passaggio carraio (Spurstein – Progress)
6) elementi per pavimentazione (betonelle di vari tipi e varie marche)
7) elementi in ghisa per le protezioni delle radici (Buderus)
8:manto stradale permeatile (Glorit – Italdreni).

Una proposta
Consideriamo infine la questione da un punto di vista generale: se le acque percolanti nel terreno, in ambiente urbano, non vanno a gravare sulle già sature fognature, come sopra accennato, l'Ente Pubblico ne trae sicuramente un vantaggio, almeno in quanto vengono ridotti gli oneri di manutenzione delle tubazioni fognarie. Potrebbe quindi partire dai Comuni, dalle Provincie o le Regioni un programma di iniziative volte a potenziare lo smaltimento delle acque per infiltrazione diretta. Innanzitutto con l'introduzione di pavimentazioni permeabili, anche se solo a livello sperimentale, in cortili di scuole, parcheggi cittadini, ecc. Poi, ad esempio, con una campagna di sensibilizzazione del privato, magari svincolando da una parte delle imposte cittadine i proprietari di case o terreni che si preoccupino di non far finire le acque meteoriche nelle fognature urbane. E se poi, in questi tempi di restrizioni e tassazioni, l'Ente Pubblico non può permettersi di dare contributi, che almeno non se la prenda con l'ambiente, e cerchi di preferire per le strade e le piazze pubbliche materiali e pavimentazioni «ecologici» come quelle sopra descritte, visto che i costi e i metodi di posa sono molto simili a quelli delle tradizionali lastricature in cemento (masselli in cemento, grigliati, ecc.) o delle asfaltature (Glorit).