Un giardino ai piani alti

Nuovi tipi di tetti verdi si stanno diffondendo anche in Italia oltre che in alcuni paesi del nord Europa.

I TETTI VERDI:

– proteggono l'isolazione del tetto dalle sollecitazioni termiche e meccaniche;
– prolungano la durata dell'intera struttura del tetto e riducono il rischio del danno;
– aumentano il valore estetico degli edifici e delle costruzioni e migliorano la qualità della vita nell'ambiente di lavoro e abitativo;
– influiscono positivamente sul clima della città;
– filtrano l'aria e attutiscono i rumori;
– mantengono alto ed aumentano il valore commerciale degli edifici;
– riconducono l'acqua piovana al naturale ciclo dell'acqua, alleggerendo il sistema di smaltimento dell'acqua cittadino.

Abbiamo visitato questi giardini pensili a Monaco di Baviera e Stoccarda. La vegetazione dei tetti verdi si sviluppa al di sopra degli edifici creando vere e proprie aree verdi o giardini. In alcuni paesi del nord Europa, soprattutto in Germania e Svizzera, da parecchi anni si vanno diffondendo nuovi tipi di giardini pensili.
Tali giardini, che in molti casi si possono chiamare, con traduzione letterale del termine, «tetti verdi» o «muri verdi», contribuiscono a migliorare l'ambiente urbano, in quanto la vegetazione, che svolge molte funzioni salutari all'interno delle città si sviluppa al di sopra degli edifici, creando vere e proprie aree verdi. In queste aree verdi le piante erbacee perenni, arbusti e, anche, piccoli alberi vengono raggruppati in associazioni artificiali, ecologicamente equilibrate al punto da costituire veri e propri mini ecosistemi. Le piante sono coltivate a tappeto su superfici che, altrimenti, sarebbero rivestite da normali materiali di copertura per tetti piani (lastre o ciottoli posati a protezione delle guaine impermeabilizzanti).
In alcune città che abbiamo avuto occasione di visitare durante una visita tecnica nell'estate 1989: Monaco di Baviera e Stoccarda, e in altre visitate durante il 1988 (Zurigo, Berna, Losanna e Neuchatel) questi elementi di verde urbano sono molto diffusi. Su grandi complessi edificati comprendenti banche, edifici commerciali, industriali, scolastici e residenziali, già da diversi anni sono una realtà consolidata migliaia di metri quadrati di piante. In Germania lo sviluppo di queste speciali aree verdi si è accentuato anche grazie all'intelligente politica di alcune amministrazioni pubbliche, che favoriscono con contributi o agevolazioni chi realizza coperture «verdi».

 

Monaco di Baviera. Ospedale Munchen Bogenhansen. Superficie giardini pensili 10.000 M2. Costruzione 1981/1983. Verde intensivo. Spessore substrato cm 15-40.

 

Ospedale di Monaco: giardino alla zona di ingresso con caffetteria sotto al giardino due piani di servizi, garage, ingresso ambulanze.

Ospedale di Monaco: zona di terapia fisica e riabilitazione all'aperto al 3° piano.

Una rivoluzione tecnologica
Molto spesso nel nostro paese si ritiene che «tetto verde» o «giardino pensile» sia un lusso per pochi. Anzi, la corrente mentalità di costruttori di edifici porta a ritenere che il giardino sia spesso l'ultima delle preoccupazioni a carico di chi abiterà l'edificio, oppure un accessorio da realizzarsi con la minore spesa possibile. Per ritornare ai giardini o «tetti verdi» cioè a quelli al livello di coperture, attualmente in Italia la maggior parte dei sistemi di realizzazione adottati è abbastanza costosa, i mezzi e le tecnologie usate sono pesanti con conseguenti problemi di statica al punto che al paesaggista non resta che la soluzione di sistemare contenitori o fioriere in prossimità di muri portanti o sopra pilastri al fine di ripartire i carichi.
In genere, poi, tali realizzazioni sono prevalentemente mirate più alla spettacolarità dell'arredo che alla funzionalità di un sistema ecologicamente equilibrato e che può svolgere funzioni salutari nell'ambito urbano e dare nel contempo un valido apporto di risparmio energetico.
Al contrario, il sistema oggi prevalentemente usato all'estero nei paesi citati è del tutto rivoluzionario rispetto a quello da noi impiegato, soprattutto nei confronti delle tecnologie adottate per l'irrigazione delle piante. L'acqua, infatti, che viene ritenuta il principale fattore limitante per lo sviluppo delle piante sulle coperture degli edifici, garage, grandi autorimesse, magazzini, terrazzi ed altri, crea da noi problemi che non sempre sono di facile soluzione.
Il sistema tradizionale si avvale, infatti, di differenti metodi di adduzione dell'acqua. Questa viene fornita alle piante dalla superficie del substrato di coltivazione, o per aspersione (spesso manualmente) o con distribuzione localizzata a goccia.
Dalla superficie del terreno l'acqua attraversa il substrato esplorato dalle radici e di qui, quella in eccesso, defluisce alla rete di scarico. E un sistema questo che non offre grande sicurezza, non esistendo riserva. Inoltre le acque in eccesso dilavano i fertilizzanti dai substrati. La vita delle piante è strettamente legata alla continua disponibilità di acqua ed alla necessità che la rete di adduzione idrica non abbia mai guasti.

Ospedale di Monaco: un giardino al 3° piano.

Cassa di risparmio di Monaco (Stadtsparkasse Munchen). Superficie di giardini pensili 5.000 M2, realizzazione 1987/88.

I nuovi sistemi invece, e ci riferiamo a quelli che vengono costruiti in Germania occidentale protetti dal marchio commerciale Optima, sono basati su un principio differente. Cina falda permanente di acqua, simile a quello che in natura è la naturale falda utilizzata dalla vegetazione, provvede a far risalire per capillarità la umidità alle radici delle piante. Particolari e semplici tecnologie, brevettate dalla Optima, permettono di mantenere costante il livello di questa falda, eliminando I' acqua in eccesso, proveniente dalle piogge o alimentando il livello quando questo, o per effetto della evaporazione dalla superficie o della traspirazione delle piante, tende ad abbassarsi.
In realtà i sistemi adottati sono due: il primo, definito «verde estensivo», non prevede reintegri della falda; permette una sistemazione a verde economica con piante erbacee basse, rustiche, (in genere Sedum o altre specie resistenti anche a lunghi periodi di siccità) che possono vivere, nelle regioni sufficientemente piovose, col solo apporto idrico proveniente dalle precipitazioni atmosferiche.
Il secondo, «verde intensivo», e usato per i veri e propri giardini pensili, con piante adottate di differenti esigenze nei confronti dell'umidità del terreno e, come si è detto, oltre a provvedere all'eliminazione dell'acqua in eccesso provvede a mantenere automaticamente il livello di falda attraverso un sistema automatico che permette di riportare l'acqua di riserva al livello desiderato, una volta che questa scarseggi. Entrambi i sistemi, poi, si avvalgono di speciali substrati ottenuti miscelando rocce che hanno subito un trattamento termico per esaltarne la porosità, con substrati di origine organica e fertilizzanti a lenta cessione.

Monaco: Hypobank: zone verde intensivo.

Università di Monaco. Sistemazione di tetto a verde estensivo.

La ricerca scientifica
Tutti questi sistemi di coltivazione e, in particolare, questo, diffuso commercialmente in Germania dalla Optima, derivano dalle complesse ricerche che da oltre 20 anni sono condotte presso l'università Agraria di Weihenstephan nei pressi di Monaco di Baviera, nell'istituto di Scienze del Suolo e Nutrizione delle Piante, diretto dal prof. dott. F. Penningsfeld. La scuola di Weihenstephan è da anni all'avanguardia negli studi sulla nutrizione e irrigazione delle piante, con risultati che, dal punto di vista applicativo, hanno rivoluzionato molti settori del verde. Basti citare la ben nota idrocoltura, (sistemi Luwasa ora estesamente diffusa da noi per le piante da interni), e i «tetti verdi» sistema Optima.
Il prof. Penningsfeld e i suoi numerosi colleghi e collaboratori, tra cui citiamo Hans-Joachim Liesecke, hanno messo a punto tecniche e realizzato approfondite ricerche su piante, substrati e loro rapporti con le esigenze idriche, termiche in ogni condizione ecologica immaginabile. Tali studi pur nel rigore scientifico hanno esplorato ed approfondito le possibilità applicative dei sistemi del «tetto verde» in ogni tipo di clima.

Il dispositivo di regolazione automatica in una aiola a verde intensivo col sistema Optima.

Una sistemazione a verde estensivo con prevalenza di Sedum.

Stoccarda. Complesso residenziale «Tazzelwurm»: verde intensivo ed estensívo. Realizzazione 1979/1984. Superficie 1480 M2.

Stoccarda complesso residenziale «Tazzelwurm» copertura di un area con verde intensivo.

 Figura A


Ripartizione delle acque di pioggia su superfici consolidate dure


Ripartizione delle acque di pioggia su tetti verdi

Il sistema Optima
Su un tetto piano, privo di vegetazione, nelle zone dell'Europa centro settentrionale, si possono registrare sbalzi di temperatura, tra l'estate e l'inverno, di oltre 110 °C. Infatti (fig. A) la differenza di temperatura (climi continentali) può variare tra i -30°C e i +80°C.
Per effetto di uno strato continuo di vegetazione il salto termico si può ridurre ad un massimo di 30°C. A parità di condizioni le temperature superficiali, infatti possono variare tra -5°C e +25°C. Ne derivano numerosi vantaggi. Minor sollecitazioni alla struttura del tetto ed agli elementi da costruzione che esso protegge. L'intera struttura del tetto viene a sua volta protetta e la durata dei materiali isolanti del tetto aumenta considerevolmente. Inoltre il verde orizzontale sui tetti costituisce, sia in estate che in inverno, una ulteriore ottima barriera isolante per il calore. Se il tetto non è coperto di vegetazione, l'acqua piovana scorre direttamente, senza venire utilizzata, negli appositi scarichi: questo fatto puo causare, in caso di precipitazioni di elevate intensità, sovraccarichi alla rete di smaltimento idrico. Viceversa accade se il tetto è inverdito, soprattutto se si tratta di verde intensivo con sistema di subirrigazione (per risalita capillare).

Zona umida realizzata con verde intensivo su un edificio commerciale.

In questo caso le precipitazioni vengono in gran parte assorbite, l'acqua rimane a disposizione delle piante e attraverso queste ritorna, tramite la traspirazione, all'atmosfera ed al ciclo naturale dell'acqua. Dove le strade sono strette, il disturbo causato dall'inquinamento acustico può venire sensibilmente ridotto mediante il rinverdimento di tetti e facciate (verde orizzontale e verde verticale). Superfici di costruzione non rivestite riflettono il rumore, mentre le superfici inverdite assorbono in gran parte le onde sonore. La figura A riporta in modo schematico quanto esposto. Lo schema di come viene realizzata una copertura verde coi sistema Optima, nel tipo più complesso (verde intensivo) è riportato nella figura B.
Il giardino sul tetto non deve necessariamente realizzarsi solo su edifici privati: ospedali, banche, edifici commerciali, supermercati, grandi magazzini, ristoranti e alberghi possono offrire alla comunità centinaia di metri quadrati di aree pensili, per migliorare in generale gli ambienti urbani offrendo nel contempo rispettivamente, ai frequentatori, o dipendenti o pazienti, o clienti, un'area di relax verde in pieno ambiente urbano.
Se la progettazione è fatta a regola, il giardino sul tetto soddisfa una serie di esigenze di tipo ecologico, psicologico e tecnico-pratico.
L'ideale sarebbe una collaborazione continuata tra il paesaggista o progettista del verde e ingegnere o architetto progettista dell'edificio, cosicché l'edificio e il giardino sul tetto si integrino in maniera vicendevolmente utile.
Le costruzioni circostanti, la pianta, la forma e la struttura, la scelta dei materiali e le soluzioni per i dettagli sono determinanti al fine delle possibilità di utilizzo, della manutenzione e delle possibilità di sviluppo delle piante sulle aree verdi anche senza collegamento diretto coi terreno.

Novembre 1989

 

Figura B

Tetto preesistente

Presupposto indispensabile per un impianto verde è l'esecuzione specializzata dei lavori di costruzione e di isolamento del tetto con collegamenti e allacciamenti. Per l'irrigazione e lo smaltimento delle acque è prevista l'installazione di dispositivo tecnici adeguati. Si può effettuare la trasformazione a verde di un tetto anche dopo la costruzione. t opportuno che le guaine isolanti siano del tipo più idoneo (guaine plastiche tipo Sarna) con barriere antivapore. A seconda dell'utilizzo previsto e del tipo di vegetazione occorre tenere conto del carico ammissibile dalla struttura per unità di superficie. Gli impianti di verde orizzontale estensivo con strato di accumulo dell'acqua piovana si possono realizzare a partire da circa 140 kg/mq, quelli intensivi, che prevedono anche un'irrigazione completamente automatica grazie al maggiore spessore dello strato di drenaggio, invece, si realizzano a partire da circa 190 kg/mq.

Posa della membrana antiradice e costruzione delle reti per l'irrigazione e smaltimento delle acque

Per prima cosa viene posata sulla guaina di copertura finita, una guaina divisoria e protettiva, poi su di essa si posa la membrana antiradice Optima. Con questa membrana, la prima ad essere studiata secondo le «norme fondamentali per l'impianto del verde sui tetti» (FLL), Optima ha acquisito nel frattempo una esperienza pluriennale esemplare. Essa serve come protezione della ísolazione del tetto dall'«attacco» delle radici, ma contemporaneamente forma un catino a tenuta ermetica che consente l'accumulo dell'acqua piovana. L'efficienza della membrana antiradice dipende esclusivamente dalla specializzazione dei tecnici che la posano e che sigillano i margini e le fughe, e dalla cura con cui essi lavorano.

Spargimento del materiale di riporto

Lo strato drenante Optima tipo «peri» e costituito da minerali scelti, adatti per le piante, e trattati termicamente a temperature elevate. Esso ha la funzione di drenare l'acqua in eccesso, ma ha anche il compito di drenare l'acqua piovana, che in esso si accumula, per via capillare attraverso la stuoia filtrante sovrastante fino al livello della vegetazione, e ciò in maniera continuata e regolare. Lo strato superiore, quello della vegetazione, è di terriccio permanente Optima tipo I/01, un terriccio sperimentato ormai da diverse decine d'anni che viene periodicamente sottoposto scientificamente a specifici controlli di qualità. Anche dopo parecchi anni non e necessario cambiare il terriccio Optima. Lo dimostrano giardini pensili Optima che hanno oggi più di 25 anni.

Impianto del verde

Si possono creare senza difficoltà diverse combinazioni di piante, mettendo a dimora comunità di piante ricche e varie. Le possibilità di :modellare il proprio giardino pensile dandogli un'immagine personale – mediante un'accurata disposizione delle piante sono praticamente infinite. Ovviamente rimane sempre la possibilità di aggiungere piante o di sostituirne. La cura dei giardini pensili della Optima si riduce essenzialmente all'allontanamento delle malerbe, ad una conciliazione di mantenimento ed al controllo annuale degli I impianti di irrigazione e di smaltimento delle acque in eccesso.