Una difesa senza danni

Si parla ormai da parecchi anni di ridurre l'uso dei prodotti antiparassitari specialmente negli ambienti urbani. Il tanto parlare ed il tanto scrivere sembrano aver dato almeno qualche risultato, tanto che si può affermare che la sensibilità al problema è di molto aumentata. Come in altre circostanze la sensibilità acquisita è comunque un primo grande passo verso il vero obiettivo da perseguire.

La raccolta e distruzione delle foglie infette da malattie deve essere eseguita subito, al termine della loro naturale caduta, evitando che soprattutto col favore del vento abbiano a sparpagliarsi nei dintorni

Nel nostro caso restano comunque molti altri passi da compiere, legati alle conoscenze della legislazione in materia ed alle tecniche più comuni da applicare e perseguire per una attenta difesa delle piante dalle più frequenti e pericolose avversità.
In recenti occasioni si è trattato tale argomento su questa rivista e si è insistito sulla linea generale di difesa che, pur comprendendo nei casi particolari anche la componente di natura chimica, non lasci a monte nulla di intentato, sia a livello di prevenzione che di cura, con tecniche di altra natura, applicate da sempre dall'uomo, per difendere le proprie piante.
Queste tecniche si basano in gran parte sulla continua osservazione, in modo da non permettere o da limitare al massimo le improvvise esplosioni di parassiti, seguendone l'evoluzione ed intervenendo tempestivamente nei modi che più avanti esamineremo.
Soprattutto il giardiniere, ma anche l'uomo comune che vuole seguire di persona il buon andamento del proprio giardino, deve dotarsi di un elevato spirito di osservazione (non è proprio vero che non lo si possa acquisire: basta volerlo!!!) e deve sacrificarsi per imparare ad amare le piante.
A questo punto, una buona partenza è assicurata, come anche il futuro esito positivo di molte attività svolte nel parco o nel giardino.
Ora si tratta soltanto di conoscere più a fondo l'argomento e di affinarsi nelle varie tecniche di manutenzione che tutti a grandi linee presumiamo di conoscere, ma che pochi sanno applicare, ed ancora in meno sanno scegliere i momenti più adatti in cui applicarle.

La legislazione vigente
La legislazione relativa alla registrazione, alla manipolazione, alla detenzione ed all'impiego dei fitofarmaci, pur non datando all'inizio del secolo come capita di riscontrare in molti altri settori, è comunque invecchiata rapidamente, soprattutto a causa della continua evoluzione che ha coinvolto in breve tempo tutta la materia di cui stiamo trattando. Il Dpr 1255 del 3/8/1968, tutt'ora in vigore, ha subito nel tempo in varie sue parti integrazioni, aggiornamenti, variazioni ed abrogazioni, pur presentandosi ancora come guida principale nel riguardo di tutta la complessa materia. Attualmente, in attesa dell'applicazione del D.L. n. 194 del 17/3/1995 che rivede ed aggiorna tutta la legislazione precedente, sia nel campo delle autorizzazioni dei prodotti, che delle loro possibilità di utilizzazione, mi sembra utile ribadire alcuni concetti non ancora sufficientemente recepiti e troppo spesso male interpretati.

  • Nessun prodotto fitosanitario appartenente alla categoria dei presidi sanitari può essere distribuito su piante per le quali non ne sia prevista la registrazione (es.: un fitofarmaco o presidio sanitario registrato per combattere i soli parassiti delle piante ortive (peperoni, pomodori, ecc.), non può essere utilizzato su piante di frassino o di salice).

  • Nei parchi e nei giardini non possono essere usati i presidi medico-chirurgici che godono di una registrazione particolare in base al Dpr n. 128 del 13/3/1986, per la quale ne è previsto l'impiego solo su piante ornamentali e da fiore, in appartamento, in balcone od in giardino domestico.

  • Nei parchi, nei giardini non domestici e sul verde urbano più in generale, gli unici fitofarmaci impiegabili sono pertanto i presidi sanitari che attualmente sono regolati dal citato Dpr 1255 del 3/8/1968 a cui si rimanda per ogni opportuna indicazione.

  • I presidi sanitari possono essere impiegati solo da personale che abbia ottenuto la regolare autorizzazione, prevista dall'art. 24 del Dpr 1255/68.

  • Tra i presidi sanitari con caratteristiche d'azione abbastanza simile, ne esistono gruppi dotati di tossicità diversa, nei confronti dell'uomo e degli animali domestici; pertanto la scelta dovrà ricadere su quelli registrati con minore grado di tossicità, anche se non risulta esplicitamente previsto da alcuna norma legislativa.

  • La stessa cosa deve essere riferita al le scelte fra presidi sanitari dotati di elevata specificità, rispetto ad altri il cui spettro d'azione è molto ampio e quindi la loro attività risulterà molto meno mirata ed equilibrata.

  • I presidi sanitari sono prodotti prevalentemente di natura chimica, dotati comunque di un grado più o meno elevato di tossicità e quindi il loro impiego, specialmente nei parchi, nei giardini e sul verde urbano, pur ammesso dall'attuale legislazione, deve essere effettuato con la massima cautela e, dove non è giudicato indispensabile, deve essere con ogni mezzo evitato.

La difesa nei parchi e giardini
Da quanto esposto, emerge la delicatezza che riveste la difesa del verde urbano, dei parchi, dei giardini e la necessità di massima cautela con cui la stessa deve essere condotta.
Pertanto, oltre alla stretta considerazione che i presidi sanitari, se regolarmente autorizzati e registrati per l'uso, sono ammessi anche negli ambienti ricordati, viene da auspicare che una legislazione ad hoc, che regoli l'uso di questi prodotti in ambienti tanto delicati, non debba farsi attendere ancora per molto tempo.
Allo stato attuale diventa indispensabile una autoregolamentazione a livello tecnico che tenga conto di utilizzare i presidi sanitari a disposizione solo nelle condizioni di massima sicurezza, di consapevole regolarità e solo nei casi in cui si ritenga dannoso non intervenire con essi contro particolari forme parassitarie.
Ciò premesso, si devono ancora una volta evidenziare i molti mezzi coadiuvanti od alternativi all'uso del mezzo chimico, rappresentato appunto dai presidi sanitari.

Fogliame di acero negundo con ovatura di Iphantria cunea appena deposta. E' il momento migliore per eliminare manualmente, con la raccolta e distruzione del fogliame, una gran parte delle future larve dell'insetto

Foglia di liquidambar con presenza di piccolissime larve appena schiuse di Iphantria cunea. Nel caso si effettui la scelta di intervenire con presidi sanitari, è il momento migliore per fare il trattamento con Bacillus thuringiensis. Ovviamente, la raccolta del fogliame infestato resta la prima pratica da consigliare

Tra i mezzi coadiuvanti, si devono ricordare a livello di monitoraggio i sistemi attrattivi sia per gli insetti (trappole per la cattura, ormai presenti in ogni forma e tipo, ma soprattutto di quelle a feromoni) che per le crittogame (come le captaspore per la ticchiolatura delle pomacee), ormai abbastanza diffusi e che in qualche caso possiedono anche efletti diretti sulla rarefazione delle popolazioni (es. trappole per la cattura dell'insetto xiiofago Cossus cossus).
Tra i mezzi di difesa alternativi alla lotta chimica, la cui influenza anche a livello preventivo appare in molti casi di entità rilevante, si dovranno sempre più incentivare quelli di tipo fisico-meccanico, quelli di natura agronomica e quelli biologici, sfruttando al massimo le caratteristiche migliorative di natura genetica che già si conoscono e che col tempo si andranno sempre più acquisendo, anche nel settore delle piante ornamentali.
I mezzi di difesa fisico-meccanici sono in pratica quelli maggiormente applicabili nei parchi e giardini.
Fra questi, spiccano la raccolta manuale di nidi o di galle costruiti da vari insetti, con notevole rarefazione di larve e quindi con consistenti abbassamenti delle intestazioni (es.: le varie processionarie, afidi degli olmi, afidi sui frassini, ifantria americana su varie specie, chermes dell'abete rosso, galle di varia natura sulle querce); la raccolta e distruzione di fogliame o rametti infestati da larve od ovature (es.: Limantria dispar, Orgya antiqua, Ifantria americana, tentredine del frassino, ecc.); la raccolta e bruciatura di fogliame caduto al suolo od infetto da parte di Gloeosporium platani.

Tipo di trappola a feromoni per la cattura di adulti dell'insetto xilofago Cossus cossus

Cuignardia aesculi per l'ippocastano, ecc.; il taglio e la distruzione di germogli infetti da parte di cancri rameali (es. le varie forme di Nectria) o da altre forme cancerose o di seccume (es. Gloeosporium platani). Infine, la ripulitura mediante taglio e bruciatura di tutta la ramaglia deperita o disseccata per le ragioni più varie, comprese anche le forme crittogamiche di natura vascolare (verticillosi, ecc.) quando la loro identificazione sia avvenuta in forma precocissima.
A questi interventi si devono aggiungere la raccolta e distruzione, previo sradicamento dal suolo, di tutti gli apparati radicali delle piante aggredite sia dalle stesse malattie di tipo vascolare già ricordate, sia da ogni forma di marciume radicale provocato in prevalenza dalla crittogama Armillariella mellea o da qualsiasi forma asfittica presente nel terreno.
Fra le tecniche di tipo agronomico, si devono ricordare le lavorazioni al suolo, i drenaggi e la corretta regimazione delle acque superficiali, al fine di favorire l'arieggiamento del terreno ed evitare i ristagni idrici producenti le principali avversità degli apparati radicali, come i tanto temuti marciumi ed ogni tipo di asfissia a carico di questi organi a cui è legata un'importanza di tipo vitale.
Anche le concimazioni che devono prevedere graduali apporti di nutrimento e le irrigazioni fanno parte di queste tecniche d'intervento.
Le irrigazioni, meritano un discorso a parte, in quanto devono servire per somministrare l'acqua soprattutto nei momenti di crisi per quanto riguarda le piante arboree, mentre per le piante da fiore, specie se in piena fioritura, devono essere fornite in quantità superiore ed in tempi molto più ravvicinati. Da questo concetto ne consegue che nel giardino, a meno di particolari accorgimenti da studiare per ogni caso, non possono convivere facilmente ed in stretto rapporto piante arboree del gruppo conifere e piante erbacee da fiore, in quanto l'acqua necessaria in abbondanza per queste ultime può provocare facilmente alle altre una delle comunissime forme di marciume radicale. L'irrigazione può anche servire, se applicata per aspersione, a mantenere pulite le piante da varie forme di depositi ed incrostazioni, oltre ad allontanare diverse forme patogene presenti (soprattutto afidi ed acari), specialmente se i getti vengono rivolti alle chiome con una certa violenza.
Il concetto di difesa può già essere allargato con buona soddisfazione anche alle tecniche di natura biologica. Fra queste, oltre ai già citati mezzi di monitoraggio, si stanno saggiando positivamente alcuni tipi di allevamento e di introduzione in ambiente di forme antagoniste nel campo degli insetti.
Encarsia formosa e Neodrynus tiphlocibae sono esempi di antagonisti già introdotti in ambiente, rispettivamente contro Trialeurodes vaporariorum (nelle serre di coltivazione con ottimi risultati) e Metcalpha pruinosa in ambiente esterno con risultati in via di verifica, ma già apparentemente lusinghieri.

Il marciume radicale ha infierito su queste piante in fìlare. Occorre eliminare subito le piante morte, ripristinare un regolare deflusso delle acque, evitando di piantare altri esemplari almeno per qualche anno. In questo caso è d'obbligo una adeguata disinfezione del suolo con calce viva o solfato ferroso

Fra le tecniche di natura biologica, possono essere compresi anche gli interventi effettuati con Bacillus thuringiensis, che in effetti è stato inserito nei presidi sanitari, pur non essendo un prodotto di natura chimica.
Gli interventi con questo prodotto, la cui attività è dovuta all'azione di microrganismi, sono dotati di particolare efficacia contro le larve di zanzara e contro le larve di gran parte dei lepidotteri defogliatori, dannosi alle piante.
Per queste sue caratteristiche può essere utilmente impiegato anche nella difesa delle piante forestali ed ornamentali.