Una ricerca quali – quantitativa sul mondo del verde in Italia

La ricerca realizzata da Nielsen analizza il mondo del giardinaggio attraverso le abitudini dei consumatori dando una fotografia precisa di un'attività che non è più ormai un semplice hobby.

Il giardinaggio e più in generale le attività verdi a 360° sono cresciute rapidamente, anche grazie alla sensibilizzazione della nostra società nei confronti di temi quali la lotta all’inquinamento e la riqualificazione delle aree degradate.

Il fenomeno si riscontra anche in piccoli gesti più quotidiani, meno eclatanti ma non per questo meno efficaci, come la coltivazione di un orto domestico o la cura delle piante di casa.

Dal punto di vista etico ed estetico è un grosso successo la proliferazione di una coscienza ecologica, ma esistono anche aspetti sociali ed economici legati a questo fenomeno e che non sono mai stati indagati. Nessuna analisi dettagliata del mercato è stata promossa in precedenza e malgrado si tratti di un comparto crescente dell’economia, in controtendenza rispetto a molti altri settori, gli operatori non dispongono di dati certi e possono basarsi soltanto sulla loro esperienza e sensibilità imprenditoriale.

In occasione della conferenza di presentazione hanno dibattuto Loredana Bedin – ricercatrice Nielsen -, Nicola Corona – Coordinatore Nazionale dell'Ufficio Aree Protette e Biodiversità di Legambiente -, Michele Trasi – in rappresentanza del movimento Guerrilla Gardeninga e Luca Pelliciari presidente di Promogiardinaggio.

L’aspetto psicologico del giardinaggio è emerso dall’intervento di ogni relatore così come, dalla ricerca, sono emerse le diverse caratteristiche di chi si dedica o meno a questa attività.

Due macro categorie, delle quattro identificate, sono state analizzate più in dettaglio: i pollice verde e i vorrei ma non posso; proprio a questi ultimi è necessario prestare attenzione, perché rappresentano una parte della popolazione che, spesso solo per poca informazione o per mancanza di tempo, rinuncia a praticare il giardinaggio.

Certamente a loro più che ad altri giovano le attività promosse da Legambiente così come dal movimento dei Guerrilla Gardening con le sue proposte di iniziative collettive e condivise.

“L’indagine dimostra quello che pensiamo da tempo” – dichiara Nicola Corona di Legambiente – Gli italiani hanno sicuramente a cuore il verde in tutte le sue forme. Per noi la cura, anche di un piccolo spazio, può essere recupero di aree degradate, momento di inclusione sociale attraverso il coinvolgimento di bambini, anziani e categorie svantaggiate, oltre a essere auto produzione e salvaguardia della biodiversità. Moltissime sono le iniziative che abbiamo sviluppato sull’intero territorio nazionale; dagli orti sociali a quelli urbani, fino alla nuova iniziativa – Se vuoi l’orto te lo porto – che vuole entrare nelle case degli italiani per dare loro supporto nella creazione di spazi verdi domestici”.


La filosofia di Michele Trasi, portavoce dei Guerrilla Gardening non si allontana di molto da questo pensiero. Il movimento, presente in Italia dal 2006, è cresciuto in modo esponenziale. I loro pacifici attacchi alle aree degradate e agli spazi incolti del suolo pubblico sono di stimolo proprio alla categoria dei vorrei ma non posso. Per Michele Trasi fare verde è un’esperienza forte, gratificante. “All’inizio – racconta – era tutto un po’ casuale. Si piantava quel che avevamo a disposizione senza un progetto preciso. Ora vengono elaborati piccoli schemi dai più esperti di noi che ci permettono di introdurre piante autoctone o particolarmente adatte allo spazio individuato”.