Utili consigli per gli impianti di irrigazione

Nelle aree verdi da sempre gli impianti di irrigazione vengono eseguiti secondo il sistema a pioggia per i tappeti erbosi e con il sistema localizzato a goccia per gli alberi, gli arbusti e le erbacee perenni. I due sistemi hanno una modalità di azione molto diversa tra loro. Nel tipo a pioggia l'acqua si muove nel terreno in senso gravitazionale: in un primo tempo il terreno si satura (e si riempiono anche gli spazi dell'aria), poi si asciuga e viene di nuovo saturato dalla irrigazione successiva. Con questo tipo di somministrazione idrica le radici tendono a essere più' espanse.

Con l'irrigazione localizzata l'acqua tende a muoversi nel terreno per capillarità, quindi il terreno stesso non presenta grosse differenze di contenuto idrico, ne' soprattutto di aria tra una somministrazione e l'altra. Il terreno risulta umido, ma non impregnato di acqua. Gli effetti sulle radici sono di una riduzione del volume radicale poiché' le radici devono espandersi meno per accedere all'umidità, in compenso si crea una maggiore quantità di capillizio assorbente.
L'irrigazione a goccia presenta altri innegabili vantaggi: un minore consumo di acqua, poiché non si hanno perdite per percolazione, permette la fertirrigazione e infine, cosa importantissima per le piante ornamentali arbustive e tappezzanti, non bagnando la chioma diminuisce il rischio di attacchi fungini sull'apparato aereo. E' per questo che in presenza dei tipi di piante sopracitati si preferisce un impianto di irrigazione localizzato sottochioma, anche se in caso di aree estese la copertura del terreno con le ali gocciolanti visibili crea sovente problemi estetici. Il problema estetico non è grave e si risolve per i primi anni nascondendo le ali gocciolanti con una buona pacciamatura; saranno le stesse piante, una volta cresciute, a nascondere i tubi. Nelle aree verdi pubbliche il problema di questo tipo di irrigazione è che la visibilità dei tubi li rende soggetti a facili vandalismi.

Nel tappeto erboso la necessità di bagnare vaste superfici in modo uniforme fa ritenere il sistema a pioggia come il più' adatto, inoltre si è sempre ritenuto che una bagnatura dall'alto mantenga l'erba più fresca poiché e più simile alla pioggia naturale. Tutto quanto sopra detto 'è vero e ancora valido, tuttavia la ricerca tecnologica in questo campo propone alcune novità che, se non diffuse a livello capillare, possono costituire alternative valide ai sistemi precedenti, quantomeno in determinati casi specifici. Da tempo esiste anche un sistema di irrigazione sotterranea con tubo a trasudazione: l'acqua in pressione attraversa un tubo di materiale poroso (a circa 20 centimetri di profondità) e si distribuisce in modo uniforme nel suolo. Questo sistema non fornisce l'acqua in modo localizzato, ma distribuito; quindi se il calcolo della distanza tra le ali di distribuzione è corretto, l'acqua bagna il terreno in modo uniforme diffondendosi con un movimento capillare. Questo sistema è usato per i prati e per le aree a verde ornamentale di piccole e medie dimensioni. Difetti del sistema sono: una possibile ostruzione dei tubi dopo alcuni anni, per deposito di calcare, e la perdita di carico dei tubi, per cui bisogna usare ali piuttosto brevi. Il vantaggio rispetto al sistema a goccia è che non si vede nulla in superficie. Una novità nel campo dei sistemi di irrigazione è la subirrigazione con sistema a gocciolatoi. Si tratta di ali gocciolanti con gocciolatoi posti a passi variabili secondo le diverse esigenze: 30-40-50-60 centimetri. I tubi devono essere interrati a una profondità di 10-15 centimetri e con interassi variabili a seconda del tipo di terreno. In pratica si forma un reticolo interrato, in grado di fornire all'area verde una bagnatura uniforme. Le dimensioni medie di una maglia per tappeto erboso, in terreno adatto, ammendato e corretto, sono di cm 40×40. Il sistema unisce tutti i vantaggi del sistema a goccia e di quello sotterraneo per trasudazione: economizza acqua poiché l'acqua si distribuisce per capillarità e le perdite per percolazione sono minime; la distribuzione idrica nel suolo è uniforme e questo rende il sistema adattissimo anche ai tappeti erbosi oltre che a tutti i tipi di tappezzanti. Inoltre il sistema è invisibile dall'esterno e questo lo protegge dai vandalismi che nelle aree verdi pubbliche sono frequenti.

I limiti di questo sistema sono i costi superiori a quelli di un sistema localizzato tradizionale.
Inoltre, il fatto che il reticolo di subirrigazione debba essere posto a una modesta profondità rende il sistema fragile o non utilizzabile nei casi di necessita di lavorazioni del suolo. Il sistema si è rivelato utile nei tappeti erbosi, nei campi da calcio e è molto adatto anche a terrazze e a piante in contenitore. Accorgimenti tecnici nella costruzione dei gocciolatoi (percorsi a labirinto) fanno si che essi siano autopulenti e non si otturino con le particelle di terreno. Valvole di controllo impediscono le perdite di carico per cui si possono usare ali gocciolanti di notevole lunghezza. Il sistema può essere usato sia in pianura sia in terreni declivi. Un altro possibile inconveniente che si potrebbe verificare è quello che i capillari radicali, attirati dall'acqua, vadano a intasare i gocciolato. A questo si rimedia inserendo un distributore che libera gradualmente piccole dosi di una sostanza che impedisce alle radici di avvicinarsi al gocciolatoio. Il distributore va cambiato una volta l'anno.
Qualunque sistema di irrigazione è regolato mediante centraline elettromeccaniche o elettroniche che permettono l'impostazione di programmi di irrigazione variabili secondo la stagione e secondo le necessità idriche delle piante da assistere.

Un elemento molto utile è il sensore di umidità. Si tratta di una sonda collegata a un sensore che misura l'acqua nel terreno e apre le elettrovalvole del circuito di irrigazione quando l'acqua nel suolo scende al di sotto della quantità per cui è stato tarato. La somministrazione idrica avviene quindi ogni qualvolta l'acqua nel terreno scende al di sotto di una certa soglia prevista. Il sensore di umidità sostituisce la centralina programmabile. Una volta messo a punto il sistema, non sarà più necessario programmare i turni e le durate dell'irrigazione, poiché basterà tarare i sensori di umidità. Tuttavia ogni settore di irrigazione deve avere il suo proprio sensore di umidità. Per impianti già esistenti con centralina, si può evitare la programmazione della centralina collegando quest'ultima con un sensore di umidità che rileva il tenore di acqua in un punto rappresentativo dell'intera superficie irrigata. Il sensore fa partire la centralina che tramite elettrovalvole comanda i vari settori dell'impianto. Il funzionamento dei sensori di umidità non è influenzato dalla salinità del suolo.
Infine, non tutti sanno che è possibile posare un impianto di irrigazione su un'area verde già formata senza danneggiarla: macchine speciali tagliano la superficie del terreno posando i tubi alla profondità desiderata. Il risultato dell'operazione è invisibile.

Schema costruttivo di un impianto di subirrigazione a goccia per aree verdi
(ridisegnato da Netafim Group)

 

FAI DA TE

Realizzare un impianto di irrigazione non è un'operazione difficile per gli amanti del bricolage, purché si tengano presenti i fattori che andremo a esaminare qui di seguito.

Cosa irrigare
L'impianto irriguo va scelto e dimensionato in funzione della disposizione delle piante e del tipo di vegetazione prescelto. E' necessario, quindi, disegnare una planimetria del giardino, comprendente gli eventuali ostacoli e la vegetazione da coltivare formata da alberi, macchie di arbusti in filare o in massa, piante erbacee e prato. Per gli alberi si predispone un'irrigazione di soccorso solo per i primi 2-3 anni dall'impianto per incentivare la naturale espansione dell'apparato radicale, cosi costretto ad esplorare un maggiore volume di suolo e a cercare l'acqua in profondità; tale sistema renderà le alberature autosufficienti e, inoltre, garantirà un migliore ancoramento al terreno.

Il calcolo delle aree
Gli irrigatori devono essere disposti sul terreno in modo tale da coprire tutte le aree da bagnare e da sovrapporsi l'uno all'altro. Per semplificare l'impianto, si tracciano tante circonferenze di raggio pari alla gittata degli irrigatori, cercando di coprire la maggiore superficie possibile; la disposizione degli irrigatori è in quadrato se la superficie è di forma regolare (quadrato, rettangolo) o a triangolo in caso contrario. Pertanto si utilizzeranno gli ugelli a 360' nel primo caso e ugelli ad angolo fisso e regolabile nel secondo.

La scelta degli irrigatori
Gli irrigatori sono statici o a turbina. I primi si usano per l'irrigazione di piccoli spazi, in quanto coprono un raggio da 2 a 4,5 m, funzionano con una pressione compresa tra I e 2,5 bar e richiedono una portata da 4 a 19 I/min. Gli irrigatori a turbina, invece, hanno una gittata da 4 a 22 m, per cui è necessario valutare con precisione la convenienza ad un «lavoro» veloce per ugello, al quale corrisponde un adacquamento intenso ma con pochi irrigatori funzionanti insieme, o uno più lento ma con numerosi ugelli all'opera contemporaneamente. Ad es. il modello Nelson 5500 della E.S.I. ha una gittata di 4-10 m, lavora ad una pressione non molto elevata (1,4-3,5 bar) ed un consumo contenuto (2-10 l/min); le turbine Nelson 6000 sono utilizzabili per aree più ampie poiché hanno una gittata di 15 m, richiedono una pressione di lavoro variabile da 1,4 a 4,6 bar e hanno un consumo di 4-36 l/min.
Un impianto può prevedere l'impiego di irrigatori diversi per portata, gittata ecc., ma è importante che in ogni settore in cui è suddiviso l'impianto vi siano irrigatori uguali.

Valutazioni idrauliche
Prima di passare alle valutazioni vere e proprie si ricordano alcuni concetti importanti: la portata, la pressione e le perdite di carico. La portata è la quantità d'acqua che scorre in un tubo in un determinato periodo di tempo e si misura normalmente in litri a minuto. La pressione è per definizione il peso di una colonna d'acqua su di una superficie; si misura in bar o in atm o in metri. Per semplicità si può affermare che I bar = I atm = 10 metri. Le perdite di carico sono date dagli attriti dell'acqua contro le pareti interne delle tubazioni e dei raccordi e dipendono dalle forme, dai materiali, dalla lunghezza delle tubazioni e dalla quantità d'acqua che passa in un tubo di una data dimensione nell'unità di tempo. Le perdite di carico si misurano in metro di perdita per metro di lunghezza del percorso; le perdite di carico dovranno quindi essere sottratte dalla pressione a disposizione (cfr. la tabella delle perdite di carico di un tubo in polietilene PN6 0 32 usato per gli impianti di irrigazione residenziali). Dobbiamo innanzitutto stabilire come sarà alimentato l'impianto: con un pozzo o con l'acquedotto. Nel primo caso si verificherà la pressione e la portata della pompa esistente o provvedere all'installazione di una pompa adeguata alle esigenze dell'impianto; nel secondo si dovrà procedere ad una verifica sperimentale di questi dati. Per verificare la portata, si misura con un secchio graduato quanta acqua esce in un minuto dal rubinetto utilizzato per alimentare l'impianto; si otterrà cosi la portata massima in litri al minuto. Per misurare la pressione si impiega un manometro, la cui misura letta corrisponde alla pressione statica. La pressione statica serve per stabilire la pressione massima che dovranno sopportare le tubazioni e le valvole; ma il dato più interessante è la pressione dinamica, cioè la pressione dell'impianto in funzione. Per effettuare questa misurazione si installa il manometro sul rubinetto che alimenterà l'impianto e, nel contempo, aprire per metà il rubinetto più vicino, eseguendo da questo la misura della portata, per ottenere così la misura della pressione dinamica relativa alla portata. E' necessario eseguire le due misure contemporaneamente in quanto la pressione dinamica varia in funzione della portata.
Ricavate questo dato sommando la pressione richiesta dall'irrigatore con le perdite di carico (necessarie per raggiungere l'irrigatore più lontano) e gli eventuali dislivelli fra il punto di alimentazione e gli irrigatori. Si consiglia di effettuare queste operazioni nelle ore in cui si intende far lavorare l'impianto, in quanto questi dati possono variare nel corso della giornata. Dividendo la portata disponibile (quella data alla pressione di esercizio) per il consumo di un irrigatore si individua il numero di irrigatori che possono funzionare insieme. Possiamo quindi passare alla divisione in settori dell'impianto. rimpianto viene diviso in settori per suddividere il consumo d'acqua in più periodi e per evitare di avere nello stesso settore irrigatori con caratteristiche diverse; i settori devono essere il più possibile equilibrati fra di loro. Ogni settore sarà dotato di una saracinesca per poter essere azionato in modo indipendente e di una valvola di drenaggio per lo scarico automatico della tubazione durante i periodi di inutilizzo.

Automazione dell'impianto
L'impianto di irrigazione diventa utile davvero se viene automatizzato. Occorre prevedere, perciç, un'elettrovalvola per ogni settore; le migliori elettrovalvole per irrigazione sono costruite in nylon e fibra di vetro, e sono dotate di un solenoide per l'apertura automatica a 24 volt. Le elettrovalvole saranno poi collegate ad una centralina che permetterà di impostare tempi e turni irrigui. Infine, è utile installare il sensore pioggia che interrompe il ciclo di irrigazione nel caso di precipitazioni naturali.
Per informazioni: E S. I s.r.I., Via Circonvallazione Giolitti, 56 – 12030 Torre San Giorgio (CN) – Tel. (0172) 96074.

M. T. S.

PORTATA (LT/MIN)

PERDITA DI CARICO PER 100 METRI DI TUBAZIONE (MT)

6
12
18
24
30
36
42
48
54
60
66
72
78
84

0,17
0,57
1,25
2,10
3,10
4,30
5,70
7,10
8,80
10,50
13,00
14,00
16,50
19,00