Verde nel centro di Milano

La proposta di Renzo Piano sul Corriere fa discutere

Chi si batte come noi giornalmente affinché il verde delle città sia un elemento importante oggi trova un alleato in Renzo Piano. Anch’egli infatti, nei suoi qualificati progetti, da tempo sostiene quest’obbiettivo. Ma, leggere del suo interesse per il verde in un articolo sulla prima pagina del Corriere della Sera è comunque un evento, da sottolineare non come una provocazione intellettuale, ma come un’indicazione progettuale.

Si spera quindi che possa essere raccolta dalle centinaia di Amministratori di Enti Locali del nostro paese, perché riescano a vedere come il verde possa essere un elemento di sviluppo e sostenibilità ambientale oltre che un contributo di bellezza per l’arredo delle nostre città. Perché vedano come, se ben gestito, possa essere un modo per valorizzare il loro patrimonio e non debba essere un ulteriore aggravio dei loro vincoli economici.

L’arredo di piante in piazza Duomo e nelle vie circostanti è un esempio di questo approccio, che dà il senso di una coscienza ambientale vera e non solo parolaia ed è sicuramente estendibile a molte altre vie e piazze delle nostre città.

Tra i Comuni che hanno già fatto queste scelte c’è quello di Padova. La sensibilità dell’Amministrazione e la professionalità dei suoi tecnici hanno portato alla costruzione di rotonde fiorite nel centro storico ed in periferia, sviluppate con richiami al mondo rurale, quali i muri a secco e l’utilizzo di piante medicinali ed aromatiche.
Questi spazi sono diventati un’attrazione per i  turisti che li fotografano per ricordare il viaggio e mostrarne le tappe agli amici nel loro paese.
E’ quindi evidente come non siano solo un elemento di qualità della vita per i cittadini che li vivono, ma anche un bene patrimoniale per l’economia della città, una risorsa da difendere e da divulgare.

Dato quanto detto, è quindi giunto il momento di fare giustizia anche nell’impostazione della viabilità, dando spazio e manutenzione adeguati alle piante e non solo a macchine e motorini.

Coerentemente, nell’articolo è contenuta una rilevante novità: vi si evidenzia infatti come per una realizzazione appropriata del verde, l’interdiscipliarietà e la  condivisione delle responsabilità progettuali tra Enti e professionalità diverse siano fondamentali.

Altro elemento importante nell’articolo riguarda l’utilizzo di alcune specie di alberi. L’autore suggerisce infatti di aumentare l’impiego degli Aceri rispetto ai Platani, specie che, seppur con caratteristiche di arredo bellissime, è afflitta da malattie gravi come il cancro del Platano.

Questa sollecitazione è tanto più importante se si pensa come il controllo di questa patologia implichi la rimozione degli elementi malati ed anche di quelli adiacenti che possono essere stati contaminati attraverso l’apparato radicale e come questi abbattimenti suscitino, frequentemente, le proteste dei cittadini, purtroppo ignoranti rispetto ai rischi legati alle patologie fungine degli alberi.

Le affermazioni di Renzo Piano fanno inoltre giustizia rispetto alla presunta supremazia di alcune professioni, siano esse di architetti o ingegneri, rispetto ad altre del mondo vegetale, dal botanico all’agronomo, che invece si rivelano necessarie per progettare il verde in modo adeguato ai luoghi prescelti, alle funzioni da svolgere, alla sicurezza dei fruitori ed alle necessità di cura manutenzione del verde stesso.

Oggi quindi la scelta delle specie e delle singole piante per un arredo verde, non può più essere demandata agli amici vivaisti compiacenti. Anzi, questi stessi debbono cooperare con i professionisti, per garantire che il materiale fornito sia esente da malattie e sia idoneo alle esigenze ed agli ambienti per cui è stato scelto, anche al fine di contenere i costi di impianto e manutenzione.

Questo discorso nuovo sull’arredo verde in città, assume importanza ancor maggiore se recepito anche dai privati, nei loro spazi condominiali. Al contributo per la vivibilità si aggiunge infatti il vantaggio dell’incremento di valore immobiliare che l’arredo verde produce.

In sintesi, va ribadito come gli arredi verdi non siano solo fattori di abbellimento di questa o quella via, ma come, insieme ai parchi ed agli spazi d’acqua della città,  partecipino alla realizzazione di un ambiente più vivibile.

Si evidenzia quindi come, nel rispetto reciproco, l’armonia tra il verde e l’urbano sia raggiungibile, con vantaggi sia per la vivibilità della città che per il suo ambiente.

Li Volti Giovanni Promoverde