Viaggio ad Arcosanti – seconda puntata



Ogni mattina alle 11.45 c’è il morning meeting che si tiene sotto le volte, strutture a mio parere fantastiche, molto affascinanti, ampie e spaziose che offrono uno spazio perfetto per le attività comuni e sopra le quali si possono ammirare tramonti fantastici; il morning meeting è una riunione alla quale devono partecipare tutte e durante la quale si parla di eventuali problemi riscontrati nei vari dipartimenti , si parla di eventi che si vogliono organizzare e di tutto ciò che fa parte della comunità e non. Un grande esempio di convivenza civile.
Ogni mercoledì invece c’è la school of thought , la scuola di pensiero tenuta da Paolo Soleri, evento aperto a tutti i residenti, workshopper e turisti, nel quale si possono fare domande all’architetto e nel quale si leggono insieme dei suoi testi. La prima domanda che gli feci fu “perché ha deciso di utilizzare cosi tanto cemento che in realtà non è un materiale molto sostenibile?”  e lui molto semplicemente mi rispose che Arcosanti non è finita qui, la gran parte del progetto è ancora da realizzare e prevede strutture alte più e più piani che non potevano certo venir sostenute da un’architettura in paglia e terra e oltretutto il progetto risale agli anni ’70 quando il cemento armato era considerato un materiale molto innovativo. A quel punto non potevo più controbattere. Lui è una persona molto disponibile al dibattito, fermo nelle proprio idee ma disposto ad accettare i pareri altrui, e guai a chi gli da dell’utopista, l’utopia è qualcosa di irrealizzabile, invece Arcosanti esiste eccome!

Durante queste prime settimane ho avuto l’occasione di assistere anche a vari eventi fra cui l’Italian Night, serata organizzata in onore del compleanno dell’architetto dove centinaia di persone vengono ad Arcosanti da varie parti dell’Arizona per apprezzare del buon cibo e musica italiana. Tutti gli eventi in genere si svolgono sotto le volte o nell’anfiteatro, nel quale si sono esibiti vari gruppi di ballo e musicali.
Finita la scholarship ho finalmente iniziato il workshop di cinque settimane. La prima settimana di seminari è stata molto intensa, ad ogni ora c’era una lezione diversa.
Prima il tour per Arcosanti dove ci è stato spiegato nei minimi dettagli le varie aree e ogni dipartimento: agricoltura, costruzione, paesaggio,grafica e progettazione. Ci hanno fatto vedere come vengono fatte le campane in bronzo nella foundry apse, colate in forme ricavate dal silt (terra presa dal letto del fiume vicino) e le campane in ceramica per le quali c’era anche la possibilità di fare un ceramic workshop, ovvero un paio di ore in cui potevi decorare la tua campana con le tecniche che usano loro. Abbiamo anche fatto il tuor delle abitazioni, per la maggior parte su più livelli, con grandi finestre per l’illuminazione e l’aereazione naturale, la cosa che più mi impressionò di questo tuor furono i piani di lavoro delle cucine. Grossi pezzi di pietra lavorata attorno ai quali veniva costruito il tutto.


Ci sono state anche lezione storiche su Arcosanti in cui ci hanno spiegato il passato, il presente e ciò che sarà il futuro di questa città in opposizione allo spawl urbano, il dilagare orizzontale di edifici contrapposto ad architetture tridimensionali sviluppate in altezza e dove gli spazi sono organizzati per migliorare la vita di chi li vive, non più automobili, non più la vita solitaria, non più chilometri e chilometri per andare al lavoro. La soluzione alternativa di una vita comunitaria, dove ci si aiuta e ci si sostiene per  fare qualcosa di migliore.
L’architetto Tomiaki Tamura ci ha anche illustrato vari progetti di Soleri e della fondazione cosanti tra cui il ponte che verrà realizzato a Phoenix e altre arcologie tra cui two suns arcology, vasta architettura che prevede la “ collaborazione” fra il sole e l’uomo, entrambi fonti di energia. Altro progetto molto interessante è  Lean Linear city progetto sostenibile anch’esso ideato per combattere lo sprawl urbano e per sfruttare le energie naturali come vento e sole.
Ci sono state anche lezioni a carattere morfologico dove ci hanno fatto visitare il territorio circostante spiegandoci le varie specie di flora e fauna con le loro caratteristiche.

 


La seconda settimana siamo andati per tre giorni a Cosanti (Phoenix) dove Soleri inizio a costruire negli anni ’50 le prime strutture a forma di apside col la tecnica della formazione a terra, e dove tuttora risiedono lui e altri due veterani delle arcologie,Roger e Mary,una coppia fantastica che ci ha dato un’ospitalità generosissima e che è stata disposta a rispondere alle nostre mille domande. Sono stati tre giorni molti interessanti alternati tra lavoro e visite guidate a punti di interesse architettonico a Phoenix.
Tornati  ad Arcosanti abbiamo dovuto scegliere il dipartimento nel quale volevamo lavorare per le tre settimane successive. Per quel che mi riguarda ho scelto grafica, dove ho dovuto realizzare dei render per la nuova copertura dell’anfiteatro. Gli altri partecipanti al workshop hanno scelto qualcuno costruzione nel quale dovevano finire la rampa d’accesso al visitor center per i disabili e rinforzare la struttura sottostante la piscina, altri invece sono andati ad agricoltura per imparare tecniche di coltivazione naturale tra cui la concimazione col compost che consiste nel far macerare gli scarti organici del cafè con segatura in casseforme di legno per qualche giorno, ottenendo così un fertilizzante naturale.
È arrivato cosi il giorno della consegna dei “diplomi” dopo la quale ognuno di noi è diventato ufficialmente un residente di Arcosanti. Ora possiamo andare li

quando vogliamo per fare i volontari e se qualcuno vuole stare di più dopo un po’ se ce né la possibilità può chiedere una posizione retribuita.
Quest’esperienza mi ha cambiato la vita, ho avuto l’occasione di conoscere persone fantastiche che desiderano qualcosa di più per il loro futuro e per il futuro del pianeta, persone con le quali sono ancora in contatto,si sono creati dei legami forti e ho capito che vivere bene con la natura e con gli altri non è un’utopia, basta volerlo, basta voler far parte di una comunità incentrata sul lavoro comune in cui tutto viene detto in piazza e dove la parola d’ordine è ecologia … in questo casoarcologia.
Ci tornerò presto e ho tutta l’intenzione di restarci, voglio continuare ad aiutare alla realizzazione di Arcosanti perché c’è bisogno di braccia per il lavoro manuale e tanta tanta volontà di andare avanti, di portare a conclusione qualcosa che potrebbe cambiare il nostro modo di vivere.

Valentina Luccherini