Virosi della rizomatose e tuberose da fiore

La sintomatologia è spesso grave, ma in qualche caso può esser anche del tutto trascurabile; i patogeni responsabili sono sempre loro: i virus.

Facendo visita un giorno ad un vivaista romagnolo, uomo di indubbie capacità e di grande esperienza nel settore floricolo, ci siamo trovati di fronte ad un "caso fitopatologico" veramente interessante: piante di Glossinia davvero irriconoscibili. Il produttore lamentava ogni anno percentuali variabili, anche consistenti, di glossinie dai fiori deformi, con petali "virescenti", spesso malformati, con boccioli piccoli e verdi da non giungere perciò a fioritura.

Piante e fiori campanulati dai colori a dir poco fantastici che avrebbero potuto far sfoggio di bellezza ed eleganza nelle nostre abitazioni, destinate purtroppo… agli "scarti". Non c'era tempo da perdere anche perché la diagnosi, per l'esperto, era semplice: una virosi.

Un virus temibile
Le indagini di laboratorio portarono ad individuare il virus dell'avvizzimento maculato del pomodoro (Tomato spotted wilt virus: TSWV) che all'estero è attualmente uno dei maggiori responsabili su ciclamino, saintpaulia, ortensia, begonia, etc., di sintomatologie analoghe a quelle su glossinia. Le foglie di calla infette da TSWV, ad esempio, mostrano striature, maculature o anulature biancastre, ampie necrosi e disseccamenti di porzioni di lembo o dell'intera foglia.
L'individuazione di TSWV su glossinia in Italia ha perciò creato preoccupazione per la sua eventuale diffusione sulle nostre colture da fiore; sono di questi mesi, infatti, le prime segnalazioni in varie regioni italiane dell'insetto in grado di trasmettere in modo specifico il virus: il tripide Frankliniella occidentalis.

… ed altri meno
Fortunatamente non tutti i virus deprezzano le piante loro ospiti come abbiamo visto avvenire in glossinia; a volte anzi essi possono aumentare l'eleganza e la bellezza.
E il caso del fiore di canna (Canna indica) i cui petali screziati possono apparire più delicati di quelli non virosati.

Anche il più modesto fiore del ranuncolo coltivato, dai petali finemente striati di bianco, può risultare più decorativo di quello dalla tinta omogenea.

In ogni caso gli artefici delle alterazioni cromatiche sono sempre i virus, e per il ranuncolo dal fiore screziato si tratta di uno fra quelli capaci di infettare moltissime piante e già in precedenza ricordato: CMV (Cucumber mosaic virus: virus del mosaico del cetriolo).
Oltre CMV, altri virus possono infettare il ranuncolo (almeno 4 o 5 sono stati segnalati in Italia) e quando essi convivono nella stessa pianta ne combinano veramente… di tutti i colori.
Basti osservare le foglie nella figura: esse sono bollose, deformate, con necrosi ed ingiallimenti nervali. Non ci resta che sperare che nel nostro giardino le piante di ranuncolo non siano già infette da CMV, da TMV (Tobacco mosaic virus: virus del mosaico del tabacco) o dal pericolosissimo TNV (Tobacco necrosis virus: virus della necrosi del tabacco). Infatti non si tratterebbe più per noi di una scelta: tenere la pianta seppure virosata, perché sempre decorativa, oppure sostituirla.
Il ranuncolo infetto da TNV, ad esempio, non ha più speranza di vivere a lungo né di produrre delicati e vivaci fiori.

 

Mosaici, anulature, maculature…
Ma torniamo a quei virus che convivono, talvolta anche bene, con le nostre tuberose e rizomatose da fiore. Sempre il CMV sulle foglie di begonia, una delle più belle piante per vasi fioriti od aiuole a mezza ombra, si limita ad anulature, maculature e deformazioni del lembo.

Dorati "mosaici" ed "anulature" spesso decorano le lucide foglie della ninfea, ed anche in questo caso non sembra che CMV sia in grado di compromettere la bellezza del delicato fiore di questa pianta. li giglio fiorentino che appare nell'emblema e nella moneta d'oro di Firenze (fiorino), è in realtà un Iris rizomatoso: anche questa pianta spesso manifesta sulle foglie un "mosaico" di chiara origine virale. Similmente le foglie nastriformi dell'agapanto mostrano "mosaici" ed "anulature" clorotiche.

"Deformazioni", "clorosi", "aree giallastre" possono caratterizzare le foglie di un'altra decorativa pianta ornamentale dalle radici carnose tuberizzate: l'alstroemeria; sono sintomi che indicano sempre la presenza di virus.

Tante altre tuberose e rizomatose potrebbero essere nominate: la dalia e la peonia, il Tropaeolum o nasturzio dei giardini, il fior di loto, l'anemone, le stesse orchidee, etc. Ci siamo volutamente limitati ad alcune di esse, con la speranza di avere fornito preziose indicazioni circa la possibilità di riconoscere le virosi che sovente inducono sintomi, simili a quelli descritti, anche su altre piante non esaminate in questa rassegna.

Particolarmente pericolosi
Abbiamo parlato di virosi pericolose in quanto deturpano la bellezza del fiore o delle foglie o la stessa vitalità della pianta, di altre invece trascurabili o che possono addirittura aumentarne i pregi decorativi. Nel concludere ricordiamo che molti di questi virus possono essere particolarmente pericolosi, come CMV, trasmesso da afidi, TMV trasmesso per contatto, e TNV, che non avevamo ancora incontrato in questa serie di articoli sulle virosi.
TNV è trasmesso da un fungo (Olpidium sp.) il quale può facilmente attuare il trasferimento del virus da una pianta ospite all'altra: esso è presente in Italia soprattutto in ranuncolo ed anemone e può insediarsi stabilmente nel terreno, grazie all'ospitalità delle spore dell'Olpidium, anche per moltissimi anni. Il problema è grave soprattutto per i vivaisti delle aree floricole in cui la floricoltura è insediata ormai da molti anni come la Toscana e la Liguria.