Vitis coignetiae

Questa vite ornamentale del Giappone è destinata ai grandi giardini dove può ricoprire liberamente grandi arbusti di secondaria importanza come noccioli e sambuchi, formare ampie pergole o festonare una cancellata o un muro di cinta. In autunno assume toni porpora e cremisi.

 Vitis coignetiaePer costringerla in spazi piuttosto ristretti si rende necessaria una potatura annuale a fine inverno.
V. Coignetiae (V. kaempferi) è un rampicante vigoroso che supera i venti metri di lunghezza in qualche anno o meno se il terreno è fresco e fertile.
Le foglie sono più o meno uguali a quelle di una vite da uva ma più grandi, spesso di diametro superiore ai venti centimetri; infatti è tra le viti rustiche quella con foglie più grandi le quali sono glabre sulla pagina superiore e ricoperte di fine peluria rugginosa sulla pagina inferiore. I piccoli acini sono neri ricoperti da un velo di pruina color porpora.
Viene coltivata per i toni porpora e cremisi che assume il fogliame con il sopraggiungere delle prime notti fredde d’autunno.
Data l’origine nipponica non penso che possa prosperare nel clima forte delle zone aride e costiere. Inoltre, al sud rischierebbe di lasciar cadere il fogliame senza rallegrare il giardino con i suoi colori vivi.
Malattie
Non mi sembra che venga attaccata in maniera evidente da parassiti se non forse da un po’ di ruggine e mal bianco (oidio) dal finire dell’estate.
E’ completamente rustica e perciò può essere messa a dimora anche in zone alpine. Quando a fine autunno la gamma alimentare si restringe, ho notato che merli e tordi salgono volentieri per banchettare come d’altronde si comportano sulla ben più comune vite del Canadà.
Giardinieri attenti potrebbero utilizzare questo vigoroso rampicante per ornare zone naturali o quasi ricoprendo roveti, per rallegrare aree circostanti un vigneto o per ricoprire un vecchio nocciolo in fondo al prato. Ho parlato di giardiniere attento perché il passo verso il disordine ed il trasandato è breve.
La propagazione di questa vite, a livello amatoriale, è possibile con talee legnose di uno o due anni lunghe circa come una matita conficcate a ottobre in un terreno sabbioso all’aperto. In primavera una gemma all’internodo dovrebbe schiudersi mentre dall’altro capo, attraverso al callo dovrebbero fuoriuscire le bianche radici. Se vi è un appassimento ciò è dovuto alla mancata emissione di radici che avrebbero dovuto fornire linfa e perciò turgidità alle foglie in atto di schiudersi.
Questo rampicante s’incomincia a trovare presso i vivai più raffinati ma attenzione alle imitazioni. Controllate sotto la foglia se vi è una peluria rugginosa altrimenti acquisterete una vite innominata.