Prunus subhirtella ‘Autumnalis’

Prunus subhirtella 'Autumnalis'

Prunus subhirtella ‘Autumnalis’

I piccoli fiori semidoppi, bianchi sfumati di rosa chiaro, appaiono in novembre-dicembre e ricompaiono a marzo e nei periodi in cui l’inverno dona le sue giornate più miti. I rami fioriti completamente coperti di piccole corone sono bellissimi per arredare la casa.
Nei giardini giapponesi i ciliegi da fiore sono le piante più usate. Di solito isolate o a piccoli gruppi emergono su sfondi sabbiosi e accostate a sassi collocati secondo complessi significati mistico-religiosi per lo più incomprensibili agli occidentali che tuttavia colgono invece l’effetto poetico e estetico di queste creazioni.
P. subhirtella può raggiungere e superare i 6 metri di altezza e se allevato ad arbusto forma cespi di considerevole diametro; tenere presenti queste caratteristiche e scegliere le distanze corrette al momento dell’impianto.
Prima dell’inizio della fioritura le foglie prendono una ricca colorazione color bronzo e poi cadono.
Esistono diverse cultivar: Prunus subhirtella ‘Autumnalis Rosea’ a fiori rosa più scuro della specie originaria e P. s. ‘Fukubana’ con fiori rosa cremisi molto vivaci.
La specie è di facile coltivazione, cresce in tutti i terreni anche se leggermente argillosi e calcarei, anzi gradisce una certa quantità di calcare. Tenete presente comunque che tutte le specie da giardino non amano le condizioni estreme di terreno e necessitano di sostanza organica. Il drenaggio deve essere perfetto, la specie preferisce una relativa aridità a un eccesso di acqua. Attenzione al vento specialmente nei primi tempi dall’impianto.

Come la maggior parte dei Prunus questa specie ha radici piuttosto superficiali; piantare le piante piuttosto superficialmente, specialmente in terreni argillosi per evitare l’asfissia delle radici e lavorare il terreno intorno all’apparato radicale molto raramente e con grande delicatezza. La tecnica migliore è sempre quella di distribuire al piede della pianta una buona pacciamatura che manterrà soffice il terreno e permetterà di evitare le lavorazioni.

La moltiplicazione avviene per talea in luglio. Prelevare rami dell’anno con base lignificata e apice verde della lunghezza di 10-12 centimetri e piantarli in miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Porre alla temperatura di 16-18 °C fino alla radicazione, possibilmente in cassone, o in mancanza di questo in ambiente normale avendo cura di mantenere umida (non bagnata) la miscela di radicazione e soprattutto la parte aerea con spruzzatore quotidiane. Quando la parte aerea emette nuovi germogli significa che è avvenuta la radicazione. Rinvasare ogni piantina in vasetti singoli riempiti con una miscela di coltivazione formata da terriccio organico, torba e sabbia in parti uguali. Durante l’inverno tenere le piantine in ambiente chiuso, luminoso e non riscaldato, bagnando soltanto se il terriccio diventa troppo secco. Nella primavera successiva si possono trapiantare le piantine in piena terra; saranno ancora molto piccole per cui è preferibile tenerle per uno o due anni in vivaio prima di metterle nel luogo definitivo. Il P. subhirtella autumnalis non ha bisogno di potature regolari. Tuttavia durante l’inverno si può fare, se necessario, una potatura sul secco per eliminare i rami deboli e quelli troppo vecchi. Di tanto in tanto si possono anche accorciare i rami a fiore, ma sempre dopo l’ultima fioritura di marzo. Se tagliate qualche ramo fiorito per metterlo in casa, questa è già una potatura.

Iris unguicularis

Iris unguicularis

Iris unguicularis

La frustrazione e la rabbia inevitabili di fronte alle realizzazioni mancate, all’incolto, ai disastri urbanistici, si attenuano talvolta quando riusciamo ad intravvedere, seppure a fatica, una tipicità delle colture ornamentali che dà un’impronta particolare, inconfondibile ai nostri giardini, a quelli importanti ai più poveri e piccoli.

Non sono molte le piante alle quali la consuetudine ha dato questo carattere emblematico, ma fra queste le iris sono certamente le più rappresentative, non foss’altro perché la loro presenza continua a seguirci nella nostra storia. Inutile ricordare che il simbolo di Firenze è proprio il giaggiolo e che ancora oggi la coltivazione delle iris è praticata anche a livello industriale per l’uso che ne viene fatto in medicina e in profumeria.

Fra le varie specie coltivate in Italia, molte delle quali naturalizzate, Iris unguicularis (I. stylosa) è l’unica a fiorire per tutto l’inverno, da novembre a marzo. Proviene dall’Algeria e pertanto vuole una posizione calda e soleggiata, ma si adatta anche alla mezz’ombra, purché il terreno sia asciutto, povero e ben drenato.

Ha lunghe foglie lineari, strette e quasi persistenti che creano un grosso cespo semisferico alto 30-40 centimetri, dal quale si affacciano svariati fiori dalla forma caratteristica, di colore azzurro-lavanda, profumati.

Questa pianta rizomatosa è facilissima da coltivare e non richiede nessuna cura, basta estrarre dal terreno i rizomi in settembre, tagliare le foglie e piantarli poco profondi in un terreno di qualsiasi natura, a 40 centimetri uno dall’altro; attendete poi l’inverno per ammirare la fioritura.

Esistono in commercio altre due varietà di I. unguicularis, ambedue molto belle, l’una a fiore bianco e la seconda a fiore viola.