Salvia leucantha

Si dice che le piante facili a riprodursi, quelle per intenderci le cui talee attecchiscono sempre in ogni terreno e in ogni periodo dell’anno, non vengono offerte dal mercato vivaistico proprio per questa ragione. Difficile affermare con sicurezza che si tratti di un’illazione, possiamo solo constatare che per una di queste, Salvia leucantha, la sua scarsa disponibilità nei vivai è altrimenti inspiegabile. Non convince l’ipotesi fatta da più parti che il tam-tam del passa-pianta tenderebbe a ridurre le richieste al minimo, perché se ci guardiamo attorno questa salvia la vediamo in pochissimi giardini mediterranei di amatori e di collezionisti.

A volte quello che sembrerebbe un espediente ingegnoso per favorire le vendite provoca invece un’immediata messa al bando di quella determinata pianta che si ritorce contro il buon funzionamento del mercato stesso. Perché nel caso di S. leucantha i motivi della sua scarsa diffusione nei giardini non sono certo dovuti a una carenza d’ornamentalità, tutt’altro, fa parte di quelle piante preziosissime che fioriscono dall’autunno fino a inverno inoltrato se non vengono turbate prima da una gelata precoce.

Forma all’apice dei rami delle lunghe spighe di fiorellini violetto cupo dai petali vellutati che prima di cadere emettono dal centro dei piccoli stendardi bianco puro. L’effetto è davvero superbo considerate le dimensioni e il portamento del suffrutice fin dal primo anno: supera il metro in altezza e altrettanto in larghezza.

 

Le foglie, leggermente aromatiche, sono lunghe, appuntite e strette, ma rade al punto da lasciare intravedere all’interno i rami robusti quanto basta per sostenersi da soli. Il comportamento è quello tipico delle erbacee perenni: alla fine della fioritura sono già pronti alla base i nuovi getti che porteranno fiori l’anno successivo.

Per tale motivo, e soprattutto dopo un inverno freddo, sarà necessario ritoccare con le forbici le giovani cacciate. Giova ricordare che S. leucantha è originaria del Messico e quindi poco avvezza alle temperature rigide; dove di solito le gelate superano i -5 °C è , indispensabile proteggere il terreno occupato dalle radici con uno spesso strato di pacciamatura; ciò nonostante piantine messe a dimora nel settembre-ottobre precedenti potrebbero soccombere.

Non sono molte le salvie subtropicali adatte al giardino mediterraneo se ci si basa sulle loro esigenze idriche: S. grahamii è senz’altro la più resistente alla siccità, mentre la bellissima S. rutilans dà inizio alla serie numerosa, delle vere e proprie idrovore in periodo estivo; S. leucantha invece è abbastanza adattabile richiedendo poche annaffiature. Tuttavia si è constatato nei giardini non irrigati che la pianta pur assumendo un’aria sofferente finché perdura la siccità, è capace di riprendersi e fiorire copiosamente dopo le prime piogge di settembre.

Nessuna esigenza nemmeno per quanto riguarda il terreno; certo, se esso è pesante lo sviluppo sarà più contenuto, ma in questo caso la resistenza ai venti, che potrebbero rompere le spighe fiorali, è superiore.
Essendo un suffrutice poco compatto ha bisogno per risaltare di uno sfondo non troppo scuro, un tronco di un olivo ad esempio e davanti arbustini uniformi che facciano da bordura nascondendo i vuoti in primavera dopo la potatura. Píttosporum tobira ‘Nano’ oppure l’Hebe ‘Mrs. Winders’ stanno molto bene soprattutto quando sono accostati a Westringia rosmariniformis che fiorisce in bianco nello stesso periodo.
Semplici indicazioni e non regole di cui in giardino non c’è bisogno; a ognuno il compito di fare meglio.

Il giardino aromatico

erba-cipollina

Erba cipollina (Allium schoenoprasum)

Cosa sarebbe la nostra vita senza un tocco di erbe aromatiche? Una pizza senza origano, un pesto senza basilico? Da sempre sono state utilizzate per insaporire e aromatizzare i cibi.
Oggi ne facciamo un uso più limitato; restano sulla nostra tavola le più note, quelle che si trovano dagli ortolani o nei supermercati. Il loro gusto è indispensabile, ma di quante altre ne abbiamo perso la conoscenza e la fragranza! In quest’epoca di diete e di mancanza di sapori è piacevole disporre immediatamente di un aroma fresco, raccolto un attimo prima. Una salsa esotica à l’Estragone o al rafano è facile a farsi se si ha a portata di mano un ciuffo di dragoncello o la radice di cren; e cosa dire di una insalata dove spiccano i fiori azzurri di borragine o quelli giallo oro di calendola? Ma non ne vanno nemmeno dimenticate le proprietà curative.

Chi possiede un balcone può disporre vasi e cassette su una scaletta in legno Un grosso vaso in cotto è una simpatica soluzione per un orto in miniatura.

Negli orti del Medioevo
Nel Medioevo fu così importante la cura dell’orto, da indurre per primo l’imperatore Carlo Magno (742-814) a includere nella sua legislazione anche un elenco di tutte le piante che si dovevano coltivare negli orti: delle circa 73 piante nominate, circa un terzo sono aromatiche. Rientrano in questa categoria quelle piante fortemente profumate nelle loro parti, dalle quali si estraggono oli essenziali. Perché non proviamo a coltivarle per la nostra tavola, facendone al tempo stesso un giardino e, per chi abita in città , un terrazzo o un balcone? Dal punto di vista ornamentale sono molto piacevoli, parecchie di esse sono sempreverdi e resistono bene anche ai climi rigidi, se poste in posizioni riparate.

Numerose specie e varietà
Ne esistono in commercio numerose specie con colori, forme delle foglie e portamento molto diversi: salvia variegata o rosso cupo; basilico con foglie grandi come lattuga o piccole come un’unghia, verde o rosso; sfumature differenti nei profumi. Molte specie possiedono anche una suggestiva fioritura colorata o, nel suo complesso, appariscente: lavanda, timo, erba cipollina, camomilla, calendula; fogliame imponente come quello del rabarbaro; a frutti rossi come il peperoncino. Alloro, mirto, lavanda, ginepro, rosmarino costituiscono, se il clima lo consente, stupende siepi che possono essere potate; origano, timo, maggiorana (piccole e sempreverdi) sono ideali per bordure da vedersi in primo piano.
Le Umbelliferae perenni: angelica, finocchio, levistico e le annuali o biennali aneto, cumino, coriandolo per il loro sviluppo in altezza sono indicate per bordure poste in secondo piano o di sfondo.
Estremamente decorative, dove il clima lo permette, il cappero o il dittamo fiorito, alto fino a un metro o ancora il grigio argento dell’assenzio.
Per molte di queste aromatiche esistono in commercio varietà ornamentali come per l’Allium, la menta, il timo, l’origano.
In giardino e sul balcone
Premessa indispensabile per ottenere un discreto risultato: un luogo con alcune ore di sole, acqua e concime, qualche ora del nostro tempo.
Per organizzare un piccolo giardino aromatico bisogna prima considerare la forma, la posizione, la zona climatica e il paesaggio in cui si deve operare, evitando quelle specie che nella zona non si sviluppano bene e procurando che il terreno sia ben drenato. Dato l’uso limitato che si fa degli aromi se ne possono prelevare le quantità necessarie, recidendole, in posizioni dove non si danneggi la forma delle piante.
L’apparato radicale, in genere non eccessivamente sviluppato, ne facilita la coltivazione in vaso. Chi possiede un bel balcone può disporre le cassette su una scaletta di legno, in modo che possano godere tutte di una buona illuminazione. In un piccolo terrazzo soleggiato, grossi vasi in cotto sono una soluzione simpatica per contenere un discreto gruppo di aromatiche.
Il disegno del giardino può essere di vario tipo secondo la forma e lo spazio disponibili. Girolamo Porro nel 1591 per l’Orto Botanico di Padova, l’Horto dei semplici, propose la forma circolare, gli orti dei conventi erano rettangolari o quadrati; i tracciati dei vialetti ne disegnano le aiuole. Fin dalle più antiche scritture e incisioni rupestri, il quadrato ha avuto il significato di recinto, casa, campo, luogo protetto dalle forze negative che stanno all’esterno e il suo spazio può essere ancora diviso in quadrati; pare la forma più bella da suggerire per racchiudere tanti profumi.

1 Rosa ‘Dragmar Hastrup’
2 Rosa eglanteria
3 Hosta sieboldiana
4 Origano
5 Mentuccia
6 Cedronella
7 Barbaforte (Cochlearia)
8 Sanguisorba
9 Basilico
10 Prezzemolo
11 Aglio cipollino
12 Uva spina
13 Rubus trilobus
14 Paeonia officinalis
15 Aneto
16 Fragole
17 Rubus phoenicolasius
18 Finocchiella dolce
19 Chamaecyparis obtusa ‘Nana Gracilis’
20 Ilex ‘Veitchii’
21 Santoreggia (Satureia)
22 lssopo
23 Cerfoglio
24 Timo
25 Salvia
26 Lilium longiflorum
27 Rabarbaro
28 Petasites japonicus giganteus
29 Lavandula spica
30 Bruxus sempervirens
31 Rosa ‘Peace’
32 Ruta graveolens
33 Sedano di monte (Levisticum)
34 Acetosella
35 Asperula odorata
36 Finocchio
37 Vaccinium corymbosum
38 Juniperus squamata ‘Meyeri’
Disegno dal volume Il mio piccolo giardino, Edagricole, Bologna