Atmosfere tranquille e rassicuranti al Chelsea Flower Show 2012

Il giardino di Cleve West, vincitore del Chelsea Flower Garden Show 2012

Il giardino di Cleve West, vincitore del Chelsea Flower Garden Show 2012

Il Chelsea Flower Show, storica manifestazione legata al mondo del giardino che si tiene ogni anno a Londra, promossa dalla Royal Horticultural Society, e che richiama ogni anno pollici verdi da ogni parte del mondo, ha decretato i suoi vincitori; per quanto riguarda i giardini in gara si può affermare tranquillamente che, salvo rare eccezioni, in tempi di crisi, i progettisti abbiano puntato su temi rassicuranti lasciando poco spazio alla trasgressione o alla alla stravaganza (il che, per alcuni versi, è anche positivo).

Cleve West vince per la seconda volta consecutiva il premio Best in Show con un giardino formale e sospeso nel tempo, tradizionale ma contemporaneo al tempo stesso: un largo uso di tassi topiati, secondo tradizione, che si erigono come sentinelle in contrasto con le masse di erbacee perenni e di annuali. Il progettista ha scelto fioriture tipicamente primaverili che esibiscono una palette delicata di colori che spaziano dal bianco al giallo lime con lievi sconfinamenti nella gamma del rosso e dell’azzurro, per rendere un’idea di leggerezza, soavità e freschezza in opposizione alla concretezza dei tassi. Le piante usate vogliono anche trasmettere la sensazione di un giardino naturale ma sofisticato.

Ha lasciato i giornalisti di stucco, invece, Diarmuid Garvin, innovativo e non convenzionale come suo costume, con la sua piramide a 7 piani, il Westland Magical Garden, che per l’apertura alla stampa era presidiata da centinaia di veterani in uniforme rossa ad ogni piano; un tocco di follia senza la quale il Chelsea non è il Chelsea. A ragion veduta ha vinto il premio dell’originalità.

Continuando a passeggiare lungo i viali troviamo un giardino ispirato al movimento Arts and Crafts, disegnato da Andy Sturgeon (vincitore dell’edizione 2010): fortemente asimmetrico, prevede una serie di stanze e vialetti in stile cottage garden che si snodano lungo delle terrazze fino a sfociare in uno specchio d’acqua sulla quale un’installazione artistica ad anelli in ferro sembra galleggiare.

 

Il tema del contrasto di forme e tessiture, formalità e spontaneità sembra avvolgere anche la proposta di Arne Maynard, forse più tradizionale e classica rispetto ad altre: una siepe di faggi rossi potati alla francese circonda due lati del giardino, carpini topiati a piramide sono disseminati lungo un percorso solo apparentemente asimmetrico; del resto lo scopo è festeggiare i 200 anni della maison Laurent Perrier, e trasmettere un concetto di solida eleganza.

Anche in questo caso i colori sono soft, bianco, rosa (bellissimo quelle della rosa ‘La reine Victoria’), bordeaux, sarà per la primavera fredda? Oppure perché in tempo di crisi è meglio puntare sul sicuro?
A parole sembra che la scelta dei colori, che  in gran parte dei giardini più blasonati è molto simile, sia un omaggio al giubileo della Regina Elisabetta.

L’atmosfera spontanea della campagna inglese nel mese di maggio ha fatto vincere a Sarah Price una medaglia d’oro, grazie all’uso di orchidee e altre erbacee che crescono spontaneamente nei campi, nel giardino regna un’atmosfera leggiadra e naturale, a volte le piante sono messe a dimora casualmente in mezzo a vialetti di sabbia sottile, quasi un richiamo alla natura che si riappropria degli spazi costruiti dall’uomo.

Un’idea accattivante e in linea con le tendenze è rappresentata dal giardino Rooftop Workplace for Tomorrow, il primo giardino pensile presentato al Chelsea, nato da un’idea di Patricia Fox che ipotizza come gli spazi lavorativi possano estendersi all’esterno, sulle terrazze degli uffici, con tutti i benefici in termini di benessere che possono derivare dal lavorare in un ambiente naturale. Un giardino contemporaneo, dove il colore verde domina e uniforma gli spazi e le piante sono distribuite ovunque, persino sulle pareti esterne dell’ufficio vero, dove il verde verticale si fa notare per la sua leggerezza; persino i vasi che ospitano gli alberi sono trasformati in tavoli da lavoro!